L'emocromatosi - studio familiare e terapia
STUDIO FAMILIARE E DEFINIZIONE DEL DANNO D'ORGANO
CORRELATO ALLA MALATTIA
Una volta posta diagnosi di emocromatosi è essenziale lo studio familiare e, in
casi selezionati, lo studio dei danni d'organo correlati alla malattia (tabella 4).
a) Studio familiare
Nell'emocromatosi ereditaria di tipo 1, poiché la malattia
è autosomica recessiva (si manifesta cioè quando il difetto genetico è trasmesso
sia dal padre che dalla madre), il rischio di malattia è maggiore nei fratelli
che nei figli del malato; tuttavia, data la possibilità di matrimoni con persone
a loro volta affette o portatrici di un difetto genetico (eterozigoti), l'analisi
nei figli è più che giustificata. In ogni caso sarebbe consigliabile estendere
l'analisi degli indici del ferro a tutti i familiari. Lo studio familiare
prevede in prima istanza l'esecuzione degli indici del ferro (percentuale di
saturazione della transferrina e ferritina sierica) e del test molecolare per il
gene HFE. Nel caso d'identificazione di nuovi soggetti affetti, si riproduce
l'iter diagnostico previsto nei probandi (soggetti affetti).
Nelle altre forme di emocromatosi (non legate al gene HFE), lo studio familiare
(che dovrebbe comprendere tutti i familiari di 1° grado) si basa
prevalentemente sugli esami biochimici e, qualora sia stato identificato il
difetto genetico, si può ricorrere all'analisi molecolare. Diversamente dalle altre forme di emocromatosi,
nell'emocromatosi di
tipo 4, legata a difetti del gene della ferroportina1, l'eredità è di tipo
dominante ed è quindi facile trovare persone affette in tutte le generazioni.
b) Studio dei danni d'organo
Studi recenti hanno messo in evidenza che per
valori di ferritina sierica inferiori a 1000 mcg/L, in presenza di transaminasi
normali, non c'è rischio di cirrosi epatica (a meno che non coesista un introito
elevato di alcol o una coinfezione dei virus epatitici), rendendo praticamente
inutile, in questi casi, la biopsia epatica. Poiché nell'emocromatosi
dell'adulto le altre complicanze, esclusa l'artropatia, sono in genere presenti
solo nelle fasi più avanzate di malattia, non è necessario ricorrere con
sistematicità alla valutazione approfondita delle complicanze nei soggetti in
fase precoce, a meno che non esistano sintomi o segni che possano
suggerirle. La tabella 4 riassume le indicazioni da seguire nei pazienti in
relazione al loro status clinico, indicazioni che possono comunque essere
modificate in presenza di situazioni particolari. Nell'emocromatosi giovanile il
danno cardiaco e gonadico (deficit di produzione degli ormoni da cui dipende lo
sviluppo sessuale) può precedere il danno epatico; in tal caso il
protocollo diagnostico deve comprendere la valutazione di tutte le possibili
complicanze.
TERAPIA
Scopo della terapia nei pazienti affetti da emocromatosi è rimuovere il
deposito di ferro in eccesso dall'organismo. Questo obiettivo viene raggiunto
mediante la rimozione periodica di sangue (salassoterapia). L'organismo, per
ricostruire i globuli rossi persi a ogni salasso, utilizzerà così, di volta in
volta, parte del ferro depositato nell'organismo. La terapia prevede una fase
iniziale in cui si mira al raggiungimento della ferrodeplezione (cioè a
rimuovere completamente il ferro in eccesso) e una fase di mantenimento che mira
a mantenere i depositi di ferro nell'organismo nello stato di normalità
raggiunto con la fase iniziale.
a) Fase iniziale
Il regime terapeutico iniziale prevede la rimozione di
un'unità di sangue (circa 400 ml nell'uomo e 350 ml nella donna) alla settimana;
ogni ml di sangue intero rimosso corrisponde a circa 0,5 mg di ferro rimosso.
Questo regime terapeutico standard può essere comunque ridotto per frequenza o
entità dei salassi nei casi diagnosticati in fase iniziale, in cui il regime può
essere adattato al singolo individuo. Si suggerisce di iniziare la terapia per
valori di ferritina > 200 mcg/L nella donna e > 300 mcg/L nell'uomo.
Per valori di ferritina inferiori il soggetto potrebbe essere proposto come
donatore di sangue, una volta che le disposizioni nazionali per i centri
trasfusionali permettano le donazioni ai soggetti affetti da emocromatosi, come
avviene in altri paesi del mondo.
Durante la terapia vanno controllati regolarmente i valori di ferritina, di
percentuale di saturazione della transferrina e dell'emocromo
con una frequenza variabile ogni 4 o 8 salassi a seconda dell'entità del
sovraccarico, per evitare lo sviluppo di anemizzazione, possibile soprattutto
nei casi con minor sovraccarico di ferro. La ferrodeplezione viene definita
quando i valori di ferritina sono inferiori a 50 mcg/L e la percentuale di
saturazione della transferrina inferiore al 50%; alcuni autori tuttavia
suggeriscono valori più bassi fino a indurre una lieve anemizzazione.
Nell'emocromatosi di tipo 4 va applicato un protocollo a minore frequenza ed
entità di prelievo. Questi pazienti, infatti, possono tollerare male la terapia
e sviluppare anemizzazione anche nelle fasi precoci del trattamento, che va
quindi adattato alla singola persona in funzione dei valori di emoglobina. In
alcuni casi specifici (cirrosi epatica con deficit di sintesi epatica) si può
ricorrere alla salassoterapia con reinfusione del plasma o
all'eritrocitoaferesi (procedura con cui vengono rimossi dal torrente
circolatorio solo i globuli rossi risparmiando così il plasma e le altre cellule
del sangue). La reinfusione con plasma o derivati o con semplice glucosata al
5% può essere proposta (previa valutazione della riserva cardiaca) anche nei
soggetti con iniziale cardiopatia. L'uso di eritropoietina (molecola che stimola
la produzione dei globuli rossi) in supporto alla salassoterapia è proponibile
nei casi di associazione con forme di anemia quali, per esempio, la
beta-talassemia, assai comune in Italia. Tale procedura non è però prevista
nelle condizioni di prescrivibilità del farmaco. Si tratta comunque di
situazioni rare da valutare caso per caso.
b) Fase di mantenimento
Una volta raggiunta la ferrodeplezione il paziente
viene inserito in un regime terapeutico che prevede la rimozione di un'unità di
sangue con una frequenza variabile, a seconda delle caratteristiche di ciascun
individuo (in genere ogni 2-3 mesi). In questa fase il soggetto potrebbe essere
nuovamente proposto come donatore di sangue.
c) Terapie alternative ai salassi
Nei rari casi di emocromatosi in cui non è
possibile ricorrere alla salassoterapia (cardiopatia, cirrosi di grado avanzato,
anemia associata) ci si può avvalere dei chelanti del ferro. La desferrioxamina
(Desferal) è il farmaco più consolidato nell'uso che peraltro non è efficace per
via orale. Esso viene somministrato mediante pompa infusionale per via
sottocutanea alle dosi di 20-40 mg/kg/die per infusione continua come avviene
per i pazienti affetti da talassemia major e intermedia.
Un'altra modalità prevede l'infusione sottocutanea di 1000 mg di Desferal
diluiti in 10 ml di soluzione, somministrati sottocute in 10 minuti due volte al
giorno. Questa modalità di somministrazione, già sperimentata nei pazienti con
sovraccarico di ferro trasfusionale (talassemia major), ma non in quelli con
emocromatosi, è risultata altrettanto efficace della via di somministrazione più
tradizionale ed ha il vantaggio di evitare l'uso dell'infusore, spesso non
accettato psicologicamente, in particolare dagli adulti.
Un altro chelante, il deferiprone (Ferriprox), è invece somministrabile
per via orale (75 mg/kg/die), ma attualmente non autorizzato per i pazienti con
emocromatosi.
Dr. Alberto Piperno
Tabella 4. Screening delle complicanze nei pazienti identificati affetti da emocromatosi
| Organo | Ferritina sierica < 1000 mcg/L | Ferritina sierica > 1000 mcg/L |
|---|---|---|
| Fegato | Esame obiettivo, transaminasi, ecografia | Idem + biopsia epatica, gastroscopia |
| Pancreas | Glicemia basale | Profilo glicemico, fruttosamina, emoglobina glicata, peptide C ore 8-15 |
| Cuore | Dato anamnestico, esame obiettivo, elettrocardiogramma | Ecocardiografia, ECG (Holter) |
| Asse ipofisi-gonadi | Dato anamnestico, esame obiettivo | Testosterone, LH, FSH, test di stimolazione gonadica (eventuale) |
| Articolazioni | Dato anamnestico, esame obiettivo, Rx distrettuale in funzione dei sintomi | Idem + Rx mani, ginocchia o altro distretto in funzione dei sintomi |
[Articolo pubblicato il 30-06-02]