STAB1 - DOVE SIAMO E COME PROCEDE LA RICERCA?

Dopo la pubblicazione dell'articolo, la ricerca è continuata; attualmente stiamo raccogliendo i dati di altri pazienti che sono risultati positivi all’indagine genetica delle mutazioni del gene STAB1.

Infatti, dopo la messa a punto del test diagnostico nel Laboratorio presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano-Bicocca, il disegno sperimentale è passato al Laboratorio di Genetica dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza che fisicamente esegue le analisi prescritte dal Centro per le Malattie Rare. Nel pannello NGS dei geni responsabili delle forme “classiche” di emocromatosi ereditaria è stato aggiunto anche il gene responsabile di questa forma benigna di iperferritinemia senza sovraccarico (tissutale) di ferro.

Ad oggi, abbiamo trovato altri pazienti afferenti al Centro e stiamo raggruppando tutti i dati sia biochimici che genetici per caratterizzare e descrivere meglio questa forma di sovraccarico. In particolare, oltre a valori come ferritina e saturazione della transferrina, stiamo osservando la presenza di SNPs (polimorfismi) di STAB1 che possono portare a questa forma di iperferritinemia.

Contiamo di spedire in Finlandia alla Prof.ssa Hollmen dell’Università di Turku con cui abbiamo iniziato anni fa la collaborazione, il siero e le cellule isolate dai campioni di sangue dei pazienti che hanno partecipato allo studio sia per dosare la proteina circolante che per capire il ruolo della stabilina nel metabolismo della ferritina.

Per rinfrescarci le idee ecco un video basato sull’articolo originale pubblicato nel 2023 in cui avevamo descritto ed identificato per la prima volta questa nuova forma di iperferritinemia ereditaria non associata a sovraccarico di ferro. Per arrivare alla scoperta, avevamo utilizzato il sequenziamento dell'intero esoma (la parte codificante dell’intero genoma che codifica per tutte le proteine) per scoprire che la causa genetica dei 10 pazienti descritti era legata a varianti patogene bi-alleliche del gene STAB1, che codifica per il recettore scavenger multifunzionale stabilina-1. I risultati, supportati da analisi immunoistochimiche e di citometria a flusso su alcuni dei soggetti mutati, indicavano una marcata riduzione della proteina stabilina-1 sia circolante (nel siero) che nelle cellule epatiche e nei monociti-macrofagi. In conclusione, la ricerca suggeriva un ruolo inatteso di stabilina-1 nel metabolismo della ferritina, proponendo il sequenziamento di STAB1 come nuovo strumento diagnostico che di fatto è entrato nella routine dell’analisi genetica eseguita presso il Centro.

Dr.ssa Sara Pelucchi
Dipartimento Medicina e Chirurgia
Università Milano-Bicocca

01-12-2025