Richiesta N. 1269 del 18/11/2013

Femmina, 66 anni, 61 Kg, 162 cm

Domanda

Circa 3-4 anni fa sono stata sottoposta a molte trasfusioni di sangue (circa 38 sacche). Ora sto bene e i miei valori sono tutti nella norma, ad eccezione della ferritina che è a 1200.
Può essere a causa delle trasfusioni? Cosa posso fare per abbassare tale valore?

Risposta

Sicuramente le trasfusioni determinano un accumulo di ferro. 38 trasfusioni corrispondono a circa 7 grammi di ferro che possono giustificare pienamente il valore di ferritina attorno ai 1000 ng/ml (consideri che una donna di peso e altezza medie, normalmente contiene in totale 3,5 g di ferro nell'organismo di cui 500 mg circa sono depositati nel fegato e nella milza).
In genere in questi casi l'accumulo di ferro è prevalente nelle cellule chiamate macrofagi presenti in abbondanza nella milza e in misura inferiore nel fegato e nel midollo osseo. In tale sede il ferro esercita un effetto tossico modesto. In una parte minore il ferro potrebbe anche essersi accumulato nelle cellule epatiche, dove, se raggiunge determinati valori, può risultare tossico.
Sarebbe importante sapere i valori di sideremia e transferrina per calcolare la percentuale di saturazione della trasferrina, che aiuta a capire la distribuzione del ferro nel suo caso.
Il ferro si può togliere in vari modi; quello che si usa più comunemente anche nelle forme post-trasfusionali come la sua sono i salassi, a patto che lei possa eseguirli (valutazione di stabilità della patologia e valori di emoglobina adeguati). La decisione dovrebbe basarsi anche sulla verifica dell'accumulo di ferro nel fegato, che può essere eseguita con una risonanza magnetica dedicata alla quantificazione del ferro epatico.
Esistono poi anche altre modalità terapeutiche con farmaci che rimuovono il ferro dall'organismo, ma va valutata, come detto, la fattibilità e la necessità.


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